Elenco delle possibili estensioni giornaliere
Da Levigliani la navetta del Parco ci
porterà all’ingresso della grotta. Dopo la visita guidata all’Antro del
Corchia (percorso di 2h con accompagnatore specializzato, su passerelle
in acciaio, lunghezza 646 m in grotta; temperatura costante di 7,6°C ),
ascesa fino al Rifugio Del Freo (percorso a/r; difficoltà medio-facile;
dislivello totale in salita 280 m ca; tempo medio effettivo di cammino
1h ca.). Sosta nelle vicinanze del Rifugio per consumare il pranzo
(libero a cura dei partecipanti o presso il Rifugio – da concordare).
Dal rifugio, ascesa (facoltativa) alla Vetta del Corchia (1676m)
(percorso a/r; difficoltà media; dislivello in salita 500m). Al ritorno
passeremo nuovamente dal Rifugio prima di affrontare la discesa fino
all’ingresso della grotta dove troveremo la navetta per tornare al borgo
di Levigliani.
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Nella lussureggiante cornice delle Apuane
meridionali, un suggestivo percorso lungo il Rio Lombrici, con le sue
marmitte scavate dalla millenaria azione delle acque, e con i
sorprendenti ruderi degli antichi Opifici che di queste acque impetuose
sfruttavano l’energia, mantenendo un’intatta armonia con la natura. Sarà
possibile immergersi nelle freschissime acque del torrente e si potrà
visitare l’unico Opificio ancora in funzione, l’Antica Ferriera Barsi,
dove un simpatico fabbro custode di quest’antica arte, ci introdurrà ad
una delle meraviglie che l’acqua rende possibili.
Dati tecnici: percorso a/r di
media difficoltà con alcune deviazioni, coperto; lunghezza complessiva
6000 m ca.; dislivello in salita 350 m; tempo di percorrenza medio 2h.
Si consiglia di portare con sé uno zainetto
giornaliero con sufficiente scorta d'acqua (è comunque possibile bere
alle numerose sorgenti lungo il percorso) oltre al pranzo al sacco;
indossare capi sportivi e scarpe da escursionismo; si consiglia inoltre
di portare un paio di sandali da mare ed un costume da bagno.
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Il Monte Forato (m. 1223 e m.1209 le sue
due cime) è una delle vette più famose e particolari della catena apuana,
facilmente individuabile per la cima a forma di arco delle dimensioni di
circa 32 per 25 metri. In determinati periodi dell' anno è possibile
osservare lo spettacolare tramonto del sole nell' arco e in buone
condizioni atmosferiche si possono ammirare il mare, la Liguria e le
isole dell'Arcipelago Toscano.
Partenza in località Stazzema.
Dati tecnici
dell’escursione:
percorso medio-impegnativo;
tempo effettivo di marcia 4 ore; dislivello complessivo 500m in salita,
lunghezza ca. 8 km.
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Un trekking giornaliero sul crinale più
meridionale delle Alpi Apuane, tra castagni ed aceri di monte fino allo
spettacolare affaccio dal “balcone della Versilia”, dove lo sguardo
potrà spaziare dalle Isole dell’Arcipelago Toscano alla Corsica, alle
Cinque Terre con Tino e Palmaria, e quindi su tutte le cime Apuane, come
su di un’immensa carta geografica. L’anello dal paese di Farnocchia ci
consentirà di passare vicini alla leggendaria “Pietralunga” dove il
Diavolo in persona custodisce la “chioccia coi suoi pulcini d’oro” nel
pinnacolo di grigio calcare. Sui passi del terribile Eccidio di S. Anna
di Stazzem, cercheremo di dare una nuova luce all’itinerario tra piccoli
borghi e storiche “maestà”.
Dati tecnici dell’escursione a piedi:
percorso anulare medio-facile; dislivello totale in salita 600 m ca;
lunghezza del percorso ca. 9km; tempo medio di cammino effettivo 4h ca.
Si consiglia di portare uno zainetto
giornaliero con una sufficiente scorta d’acqua; indossare capi sportivi
e scarpe da escursionismo.
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Un percorso ricco di fascino, in gran parte
sul tracciato di un antico acquedotto ci porterà tra boschi di querce
fino alla spettacolare grotta, bagnata da un’incantevole pioggia
d’acqua. Grotta all'Onda si trova sulle Alpi Apuane, sul versante
meridionale del Monte Matanna, a quota di 710 m s.l.m. Si tratta di
un'ampia cavità che prende il nome dalla pronunciata convessità, quasi
un'onda, che ne sormonta l'accesso.
Dati tecnici: percorso a/r di media
difficoltà per persone mediamente allenate, in parte coperto da
vegetazione; tempo di percorrenza medio 2h (sola andata)
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Percorso tra castagni secolari e piccole
“Maestà” in cui i viandanti sostavano lungo i loro cammini sin dal
medioevo. La meta dell’itinerario è Foce di Mosceta, un’incantevole
sella dai caratteri “appenninici” su cui si affacciano le più celebri
vette Apuane (percorso a/r lunghezza ca. 7000m; difficoltà medio-facile;
dislivello totale in salita 700 m ca; tempo medio effettivo di cammino 5
h ca.).
Si consiglia di portare con sé uno zainetto
giornaliero ed una borraccia oltre al pranzo al sacco (presso il rifugio
è comunque possibile acquistarlo); indossare capi sportivi e scarpe da
trekking. torna
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La millenaria tradizione dei cavatori
nello splendido scenario delle vette apuane
Da Arnetola, si sale la lunga serie di
tornanti della "Via Vandelli", antica mulattiera progettata dall'abate e
ingegnere Domenico Vandelli per collegare il Ducato di Modena con la
Garfagnana e Massa. Il comodo sentiero si snoda prima tra i faggi, poi
tra prati rocciosi con alberi isolati, quindi, superati due profondi
abissi carsici e l'imbocco di un'antica miniera di ferro (ematite e
pirite), giunge al Passo Tambura (m. 1620). Dal passo, in circa 40
minuti, mediante la facile e rocciosa cresta sud si giunge sulla vetta
del M. Tambura (m. 1895), seconda, in ordine di altezza, solo al M.
Pisanino (m. 1946), situato a poco più di 3 Km. di distanza in direzione
nord-nord-ovest.
Il panorama è mozzafiato!Oltre alla
splendida vista delle cime apuane lo sguardo si perde dal golfo di La
spezia alle colline livornesi mentre al largo si distinguono
l'Arcipelago Toscano e i monti della Corsica. Nelle giornate più limpide
emergono dall'orizzonte le maggiori cime dell'arco alpino.
Dati tecnici: percorso a/r di media
difficoltà per persone mediamente allenate, parte copertoda vegetazione;
dislivello in salita 600/800 m; tempo di percorrenza medio 3h fino alla
cima, possibilità di fermarsi alla sella.
Si consiglia di portare con sé uno zainetto
giornaliero con sufficiente scorta d'acqua oltre al pranzo al sacco;
indossare capi sportivi e scarpe da escursionismo.
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Nella magica Valle delle
Fonti, sul versante occidentale dei Monti Pisani, i suggestivi ruderi
del Monastero di Mirteto emergono dalla Macchia quasi all’improvviso e
fanno da introduzione ai tranquilli percorsi nei sentieri delle
Castagne. Lunghi viali circondati da secolari castagni ci riporteranno
in tutto relax all’inizio dell’itinerario.
Dati tecnici
dell’escursione a piedi:
percorso anulare
medio-facile, dislivello complessivo 500m, lunghezza ca. 10 km. Tempo
effettivo di cammino: 3h30’ ca.. Si lasceranno alcune auto alla fine del
percorso per andare a prendere le altre lasciate all’inizio, evitando la
percorrenza a piedi di un tratto di strada asfaltata.
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Dal Paese di Buti, ubicato in una fresca e
verdeggiante vallata, si percorre una strada asfaltata in mezzo agli
ulivi che in breve diviene una carrareccia che sale per 30 min. fino a
raggiungere un rimboschimento di pini, con un tratto pianeggiante. Si
prosegue fino alla Chiesa della Madonna della neve nelle cui vicinanze
scorre il Rio Magno, con una fonte di acqua molto buona. Ancora immersi
nella folta vegetazione arriveremo alla fonte del Mezzo Pane; da lì un
sentiero in discesa che costeggia il rio e si snoda nella vegetazione
tra pini e felci, ci permetterà di raggiungere il centro abitato di Buti.
Possibile visita al suggestivo borgo di Buti e al frantoio, con assaggi
e vendita di olio nel periodo della frangitura (costo supplementare).
Dati tecnici dell’escursione:
percorso medio-facile; lunghezza Km 7, dislivello 608 m; tempo effettivo
di marcia 3h 30'
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36. In
bici verso la Valle di Calci (Pisa)
Lungo le spallette che arginano il corso
dell’Arno fino alla suggestiva Torre di Caprona, passeggiata fino alla
Torre. Si prosegue verso la deliziosa valle di Calci, con l’antica Pieve
e i caratteristici borghi; possibilità di visitare il Museo di Storia
Naturale e la Certosa (costi supplementari)
Dati tecnici dell’escursione in bici:
percorso a/r pianeggiante tecnicamente facile, medio-impegnativo per
la distanza 30 km; tempo effettivo di marcia 4 ore.
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In bici per scoprire il Litorale Pisano in
un modo nuovo, con la grande varietà di ambienti che caratterizza questo
territorio. Si attraverserà parte della tenuta presidenziale di S.
Rossore, con l’esclusiva possibilità di osservare la ricca di fauna
selvatica, per niente intimidita dal passaggio delle bici, e si
proseguirà attraverso il Parco di Migliarino, tra pinete e zone
litoranee fino a raggiungere Torre del Lago. Pranzo al sacco. Nel
pomeriggio breve visita al Lago di Massaciuccoli, con illustrazione
della fauna acquatica e dei resti archeologici della villa romana. In
base al tempo impiegato per l’arrivo, possibilità di escursione in
battello. Rientro nel pomeriggio.
Dati tecnici dell’escursione in bici:
percorso a/r pianeggiante tecnicamente facile, medio-impegnativo per
la distanza 40km; tempo effettivo di marcia 4 ore
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Un sentiero ad
anello tra ulivi e boschi sui Monti Pisani fino al M.te Verruca,
dominato dalla fortezza pisana del ‘200 che corona il monte omonimo a
circa 540 metri di quota. La sua nascita e la sua storia sono
strettamente legate al borgo di Calci che, al centro della vallata
sottostante, ha sempre partecipato alle vicende della potente città di
Pisa ed a tutte le guerre che la interessarono nel corso dei secoli.
Dalle mura della leggendaria Fortezza godremo di splendidi panorami
dalla Piana Pisana fino al mare ed all’isola di Gorgona.
Possibile visita
alla Certosa di Calci ed al Museo di Storia Naturale (costi
supplementari).
Dati tecnici
dell’escursione a piedi: percorso anulare medio-facile con un tratto poco
più impegnativo; tempo medio effettivo di cammino 3h ca..
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Una indimenticabile
escursione nella splendida cornice delle colline toscane ammantate del
velluto verde del grano di maggio. Da Saline a Volterra lungo il
tracciato della vecchia ferrovia a cremagliera che si arrampicava fino
alla pittoresca cittadina etrusca e medievale, dove potremo visitare
l’Acropoli ed il Teatro Romano oltre al verde parco della Rocca Vecchia,
oggi sede del Carcere. Dopo un trekking urbano sulle tracce delle
civiltà storiche che si sono avvicendate sul territorio, al ritorno le
mulattiere dell’antica viabilità poderale ci permetteranno di osservare
da un punto di vista privilegiato l’area mineraria della salina. Visita
della Città di Volterra e delle sue famose Balze di sabbia: un prodigio
della geomorfologia e della geologia.
Dati tecnici
dell’escursione a piedi: percorso facile; dislivello totale in
salita 400 m ca; lunghezza del percorso 10.000 m; tempo medio effettivo
di cammino 3h ca.; NB: il percorso anulare completo, impegnativo per la
lunghezza (18.000m, 5h30’ di percorrenza), sarà effettuato parzialmente,
per il solo tratto di andata a piedi con ritorno in auto, per poter
effettuare il trekking urbano (allo scopo, alcune delle auto saranno
portate a Volterra prima dell’inizio dell’escursione).
Si consiglia di portare con
sé uno zainetto giornaliero con sufficiente scorta d’acqua;
indossare capi sportivi e scarpe comode per camminare.
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Il cuore della Macchia
mediterranea, reso ancora più caratteristico per la presenza di rocce
serpentinicole, che rendendo tossico il substrato per la maggior parte
delle piante, determinano l’esclusiva composizione delle associazioni
vegetali. Il percorso si avvale di vari itinerari didattici per
l’osservazione della Macchia in tutti i suoi aspetti e stadi vegetativi
e della geologia dell’area.
Al centro della Riserva più
“marittima” della Val di Cecina, un Bosco submontano di Cerri e piante
igrofile che ha il significato di fossile vivente arrivato a noi
dall’ultima glaciazione. Il particolare valore fitosociologico di questo
bosco si unisce alla bellezza del paesaggio circostante, punteggiato da
gore di antichi mulini ad acqua e da spettacolari cascate che sono state
dichiarate Sito d’interesse comunitario e patrimonio dell’umanità.
Dati tecnici
dell’escursione a piedi: percorso a otto su sentieri e strade
bianche; grado di difficoltà: medio-facile; lunghezza complessiva 10,50
km; dislivello in salita 380m; tempo di percorrenza medio 4h45’.
Si consiglia di portare con
sé uno zainetto giornaliero con sufficiente scorta d'acqua oltre al
pranzo al sacco; indossare capi sportivi e scarpe da escursionismo. La
Cascata dello Sterza è un sito d’importanza comunitaria in cui e’
VIETATA la balneazione.
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L’antica via Romea in uno dei
suoi tratti più affascinanti, tra le dolci colline toscane e le Crete
Senesi. Un paesaggio caratteristico con tratti lungo limpidi torrenti,
colline di velluto verde e fitti boschi cedui. Camminare su questi
leggendari tracciati sarà come immergersi nella quotidianità della vita
medioevale, nella storia della gente comune che ci sorprenderà per la
sua gaiezza e attualità, in contrasto con lo stereotipo di un cupo
Medioevo di prevaricazioni feudali. Cercheremo nella terra di Boccaccio
e di Arnolfo di Cambio, la Toscana scanzonata e colta delle origini, di
cui l’odierna “toscanità” è erede.
Dati tecnici per il
trasferimento all’inizio del sentiero: ci si muove in auto private;
per evitare un tratto di strada asfaltata a piedi lasceremo alcune auto
nel borgo per riprenderle al ritorno e ci sposteremo con le altre
all’inizio del sentiero.
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Già la sonorità del nome
richiama alla memoria miti e leggende di un tempo remoto, ma il loro
fascino non si ferma qui: le Cornate di Gerfalco rappresentano, con i
loro 1060 metri di quota affacciati sull’Arcipelago Toscano, un
incredibile itinerario di tipo ”dolomitico” situato nel cuore della
Toscana meridionale. Intorno alla montagna calcarea è stata creata la
Riserva naturale Cornate e Fosini, per preservare un ambiente che
raccoglie molte specie endemiche e molte antiche tracce del lavoro
dell’uomo, dai pascoli estesissimi – veri e propri alpeggi – alle
miniere d’argento e di altri preziosi minerali che resero ricche le
famiglie del minuscolo borgo di Gerfalco, oggi uno dei più sperduti di
Toscana. In un itinerario alla scoperta della storia, della geologia e
dei fossili di questa parte delle Colline Metallifere avremo modo di
camminare tra antichi e moderni oceani sotto l’ala dei Castelli di
Fosini e Gerfalco.
Dati tecnici
dell’escursione a piedi: percorso a stella mediamente impegnativo
per il dislivello, dal versante occidentale delle Cornate fin sopra la
vetta, al Castello di Fosini e alla Fonte del Canaluzzo. Dislivello
totale in salita 500 m ca; tempo medio di cammino effettivo 4h ca.
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La valle di Lajatico è ricca di storia e di
curiose emergenze naturali: con questa escursione si vedranno i Mulini a
Vento di Orciatico e si visiterà la Mofeta di Lajatico, dove l'anidride
carbonica gorgoglia dal fondo del torrente creando una suggestiva
"ebollizione"; lungo il selvaggio torrente Fosce scorgeremo nel bosco i
resti di antichi mulini ad acqua. Un agile sentiero ci condurrà ad
un'altra particolare attività naturale, la fuoriuscita di gas ricchi di
acido solforico che depositano cristalli di zolfo intorno ai fori di
uscita.
Dati tecnici dell’escursione a piedi:
percorso anulare medio-facile; lunghezza del percorso 10.000 m; tempo
medio effettivo di cammino 4 h ca..
torna su
Una passeggiata tra curiosi boschi di
querce e ginepri sulle dolci colline toscane, per ammirare le infinite
sfumature che queste assumono nella stagione delle arature. In un
paesaggio bucolico bello da togliere il fiato, ripercorreremo le orme
dei nostri antenati medievali fin sulla leggendaria Rocca di Petracassia,
che ancora si erge maestosa a sentinella delle ricche Colline
Metallifere.
Dati tecnici dell’escursione a piedi:
percorso facile con fondo sconnesso e talora fangoso; lunghezza
complessiva 11500 m; dislivello totale in salita 281 m; tempo medio di
percorrenza 3h 40’.
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Un paesaggio inimmaginabile e sorprendente
a due passi da Firenze, con ripide pareti verticali (le spettacolari
balze di sabbia, ancor più imponenti di quelle celeberrime di Volterra)
e calanchi ricchissimi di fossili. Una giornata all'insegna della
geomorfologia e della paleontologia per ricostruire insieme l'antica
geografia del luogo sperimentando personalmente le tecniche usate dai
geologi.
Dati tecnici dell’escursione a piedi:
percorso anulare facile; dislivello totale in salita 400 m ca; lunghezza
del percorso 8000 m; tempo medio effettivo di cammino 3h ca.. Escursione
adatta ai bambini
Si consiglia di portare con sé una piccola
piccozza e qualche sacchetto o scatolina (anche con un po’ di carta
assorbente (quella igienica è l’ideale)) adatta a raccogliere fossili;
zainetto giornaliero; indossare capi sportivi e scarpe da escursionismo.
Poiché il percorso si svolge su terreni argillosi, in caso di piogge
recenti si prevede di trovare fango: utilizzare capi che si possano
sporcare. torna su
Disperse tra le colline della
Val d’Elsa, le favolose marmitte scavate nientemeno che dal Diago - il
Diavolo in persona - fanno da cornice ad uno dei più superbi e
sconosciuti panorami della Toscana continentale. Tra boschi di Carpino e
lembi di fitta macchia mediterranea che si alternano per l’inversione
termica e le rocce ofiolitiche, si trovano i resti di antichi mulini e
ponti giunti fino a noi dal misterioso Medioevo che fu capace di creare
la vicina “Gerusalemme di Toscana” di S. Vivaldo.
Dati tecnici:
ci si muove in
auto private; tragitto da Piazza Gramsci all’inizio del percorso, circa
10’. Percorso escursionistico di media difficoltà, lunghezza km 7, tempo
di percorrenza effettivo 3 ore. Percorso in gran parte all’ombra. Viste
le piogge recenti forse ci sarà la possibilità di fare un bagno nelle
fresche marmitte del fiume.
Attrezzatura consigliata: Si
consiglia di portare con sé uno zainetto giornaliero con almeno un litro
e mezzo d'acqua a testa, oltre al pranzo al sacco; indossare capi
sportivi e scarpe da escursionismo; si consiglia inoltre di portare un
paio di sandali da mare ed un costume da bagno.
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Nelle Terre Medicee del Montalbano Leonardo
trovò le sue prime ispirazioni per lo studio dell’Arte e delle Scienze.
Una terra generosa e materna di cui già i Medici avevano intuito
l’immenso valore proteggendola e preservandola nella Riserva del Barco
Reale. Oggi, cercheremo di ripercorrere quei sentieri ricchi di storia e
di natura con gli occhi del Leonardo bambino, con la curiosità per ogni
più piccola variazione del paesaggio e della vegetazione, per le rocce
d’origine marina che ne costituiscono il substrato e per tutte le
testimonianze archeologiche e storiche che impreziosiscono il
territorio. …E per calarci a pieno nell’atmosfera cinquecentesca
suggerita dai luoghi, non mancheremo di gustare i sapori autentici che
già Leonardo seppe apprezzare, godendo dell’Ospitalità dell’Agriturismo
“Il Calesse” per un Banchetto in perfetto stile
rinascimentale.
Dati tecnici dell’escursione a piedi:
percorso anulare tecnicamente facile, mediamente impegnativo per la
lunghezza; lunghezza 14 km, dislivello
in salita ca 500 m.; tempo medio effettivo di cammino 5h30’; il
tratto più impegnativo corrisponde all’ascesa da Bacchereto alla Torre
di Sant’Alluccio ed è lungo ca. 3km per un dislivello in salita pari a
340m (pendenza media 9%; tempo di percorrenza 1h15’).
Si consiglia di portare con sé uno
zainetto giornaliero con sufficiente scorta d’acqua; indossare capi
sportivi e scarpe da trekking.
Rientro alle auto previsto per le ore 18.30. Pranzo rinascimentale
presso l’Agriturismo “Il Calesse.
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Un’escursione all’insegna dell’archeologia
medievale sul campo, alla ricerca delle tracce del passato di questi
territori, con rovine di borghi e castelli nascoste nella macchia,
antiche fonti preservate dalla memoria popolare, splendide pievi tra il
bosco e i campi. Ma anche una gradevole passeggiata che ci permetterà di
vedere una delle più belle e ripide cascate della Toscana collinare,
immersi in una vegetazione mediterranea folta e caratterizzata da
essenze legate al microclima della forra del Torrente Strolla. La
Riserva di Montenero spicca con le sue aspre rocce ofiolitiche come
un’isola selvaggia contro un “mare” di dolci campagne coltivate.
Dati tecnici dell’escursione a piedi:
percorso anulare di media difficoltà a causa del fondo sconnesso;
lunghezza complessiva 9300 m; dislivello totale in salita 280 m; tempo
medio di percorrenza 3h 30’.
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La vulcanica isola di Capraia
è forse la più selvaggia tra quelle abitate dell’Arcipelago toscano. La
distanza dalla costa e la relativa vicinanza con la Corsica hanno
permesso lo sviluppo di una flora e di una fauna tipiche ed esclusive,
che fanno dell’isola un perfetto laboratorio naturalistico. I paesaggi
si susseguono nello spazio di poche centinaia di metri, creando la
suggestione unica dei contrasti tra l’arida steppa ad Asfodeli delle
selle spazzate dai venti salsi e le spettacolari fioriture dei ranuncoli
acquatici dello Stagnone (unico invaso naturale dell’Arcipelago
toscano).
Se gli aspetti storici di
quest’isola rivestono un grande interesse, gli aspetti naturalistici
rappresentano sicuramente la parte predominante e irrinunciabile delle
nostre esplorazioni, un filo conduttore che ci permetterà di avvicinarci
con discrezione alla magia di un’isola ancora aliena dalle speculazioni
turistiche e dalla mondanità.
Programma:
Escursione al monte Arpagna,
vecchia postazione di avvistamento militare, da cui si può ammirare la
Corsica nelle giornate limpide, pranzo al sacco; si prosegue per la
punta del Trattoio, dove un piccolo faro segnala ai naviganti la
presenza dell'isola. Visita storica al Paese di Capraia, trasferimento
al traghetto, imbarco ore 18.00, arrivo a Livorno alle ore 20.30
Dati tecnici:
escursione di
media difficoltà, 5h ca. di cammino, dislivello in salita 250m; pranzo
al sacco libero torna
su
Uno splendido trekking di un
giorno che permette di vedere i resti di mulini a vento settecenteschi
lungo un verdeggiante percorso di crinale con una vegetazione mista di
sempreverdi e latifoglie decidue. Il percorso anulare consente di
toccare vari piccoli agglomerati urbani separati da lunghi tratti
naturalistici ricchi delle testimonianze di una cultura rurale ormai
perduta. Il minuscolo abitato di Pandoiano, il piccolo borgo di
Colognole che si immerge nel verde sentiero lungo l’acquedotto
settecentesco, con i suoi ponti ed i suoi tempietti “custodi” delle
preziose sorgenti che sgorgano dalle serpentiniti.
Interesse storico e
paesaggistico.
Dati tecnici
dell’escursione a piedi:
facile percorso anulare, in parte scoperto. Lunghezza del percorso 11910
m; dislivello totale in salita: 345 m; tempo medio effettivo di cammino
4h 30’ ca.. torna
su
La bella Macchia Mediterranea
delle selvagge e poco note Colline Livornesi in questa stagione mostra
il suo lato più dolce, con le lucide bacche di Mirto e le gustose
corbezzole rosse. Lungo il percorso interessanti edifici pastorali del
'700 e tracce delle vecchie "resedi" longobarde, oltre all'eccezionale
affioramento di una Scogliera Corallina miocenica: il mare di 8 milioni
di anni fa circondava infatti queste colline che altro non sono se non
Isole Fossili. Alla confluenza tra il Torrente Chioma ed il Botro
Quarata potremo rilassarci per una piacevole pausa-pranzo prima di
riprendere il cammino all'interno della lecceta secolare che ci
riporterà all'imbocco del sentiero.
Dati tecnici dell’escursione
a piedi: percorso
anulare facile in parte scoperto, in parte nella Foresta di Leccio;
dislivello totale in salita 160m ca.; lunghezza del percorso 8250 m;
tempo medio effettivo di cammino 3h 30’ ca..
torna su
Spettacolari cristalli di Gesso emergono
come pietre preziose dalla grezza argilla, rievocando, come ruderi di
un’antica civiltà, una remota storia naturale fatta di ampi bacini
salmastri che precorsero l’impostarsi del nostro mare. Nel corso
dell'escursione, che tocca zone agricole panoramiche e tratti di macchia
mediterranea e di lecceta, è possibile arrivare alla Fonte di Ricaldo,
un antico lavatoio ormai semicoperto dalla vegetazione, che
rappresentava la più importante sorgente fino al 1700 inoltrato, tanto
da meritare, per raggiungerlo, la lastricatura a selciato di una
interessante arteria dell'antica viabilità.
Dati tecnici: percorso facile
a/r, in parte coperto da vegetazione; distanza percorsa 4 km ca.,
dislivello trascurabile; tempo di percorrenza medio 1h (sola andata)
Si consiglia di portare con sé uno
zainetto giornaliero con sufficiente scorta d'acqua; indossare capi
sportivi e scarpe da escursionismo.
torna su
Questa escursione
naturalistica tra alberi di lecci e querce ci porterà a scoprire
l'ambiente e la vegetazione vicino al caratteristico paese di Castellina
Marittima dal quale si può ammirare da un lato il mare, le isole
dell'Arcipelago Toscano e la Corsica e dall'altro le innevate vette
delle Alpi Apuane.
Dati tecnici
dell’escursione a piedi:
percorso impegnativo a causa dei ripetuti cambi di pendenza; tempo medio
effettivo di cammino 4h15 ca.. Circa 12 km.
torna su
Giornata all'insegna della geologia e della
storia del territorio della Val di Cecina, con le sue miniere, le sue
saline e i suoi incantevoli panorami.
In mattinata visita storica al paese di
Montecatini da cui partiremo per la nostra escursione verso il Poggio
alla Croce, dal quale nelle giornate limpide lo sguardo può spaziare
dalle Alpi Apuane fino al sud della Toscana. Pranzo al sacco. Il
grazioso percorso ricco di anemoni e ciclamini ci condurrà alla scoperta
della tipica fauna mediterranea dei versanti assolati e tra boschi di
castagni nei versanti a nord in compagnia delle mucche al pascolo.
Visita alla Miniera di Montecatini ed al
famoso Pozzo Alfredo da cui i minerali venivano portati alla luce.
Dati tecnici dell’escursione a piedi:
percorso ad anello su sentieri e strade bianche; grado di
difficoltà: medio-facile; lunghezza complessiva 7 km ; dislivello in
salita 200m; tempo di percorrenza medio 3 h.
Si consiglia di portare con sé uno
zainetto giornaliero con sufficiente scorta d'acqua oltre al
pranzo al sacco; indossare capi sportivi e scarpe da escursionismo.
torna su
Uno degli itinerari più interessanti e
panoramici della Costa degli Etruschi. Partendo dal borgo Medioevale di
Castagneto Carducci andremo alla scoperta dei numerosi molini ad acqua
che caratterizzano il territorio, alcuni dei quali ancora in rovina,
mentre altri sono diventati ville o poderi. Il percorso e' accompagnato
da una vegetazione di macchia mediterranea, dalla gariga e dai boschi
sempreverdi a sclerofille e da latifoglie; lungo tutto l'itinerario si
possono notare numerosissime piazzole di ex carbonaie, che dimostrano
come fosse sviluppato fino ad epoche recenti lo sfruttamento delle
risorse forestali.
Dati tecnici: ci si muove in auto
private; partenza del percorso a piedi da Castagneto Carducci. Percorso
escursionistico di media difficoltà, lunghezza km 8, tempo di
percorrenza effettivo 3h30’.
torna su
L’isola proibita
dell’Arcipelago Toscano, la più sconosciuta e affascinante,
in una escursione giornaliera
che ci permetterà di visitarne gli angoli più belli
Attualmente priva di
insediamenti civili ma ancora sede di carcere, Pianosa vanta un
ricchissimo patrimonio storico ed archeologico oltre ad essere Riserva
naturale a protezione integrale. L’isola si presenta con un paradossale
contrasto tra la sua insolita morfologia piatta e le sue alte scogliere
calcaree; l’originale paese progettato nei primissimi anni del Regno
d’Italia, le grandiose Catacombe paleocristiane dagli innumerevoli
misteri, i resti dell’impianto termale della lussuosa domus di Marco
Postumo Agrippa, le Diramazioni carcerarie della più antica Colonia
Penale Agricola dell’Arcipelago e gli infiniti sentieri costieri immersi
nella Macchia mediterranea, non avranno più segreti con questa
incantevole giornata. Possibilità di balneazione nella splendida Cala
Giovanna.
Ritrovo per l’imbarco
davanti alla Stazione Marittima a Piombino alle ore 8.00. Imbarco sulla
nave veloce per Pianosa (2h15’ di navigazione). La nave costeggerà le
coste nord-occidentali dell’Isola d’Elba. Escursione nella parte
carceraria dell’isola verso le coste sud-orientali, attraverso le
diramazioni carcerarie – fattorie ormai abbandonate. Pranzo al sacco che
ciascuno avrà cura di procurarsi (è possibile acquistarlo
individualmente presso la ex-mensa degli Agenti – attuale Bar Ristorante
della Coop. S. Giacomo). Visita del centro storico e delle Catacombe
(biglietto d’ingresso 2 € da pagare in loco). Possibile Bagno a Cala
Giovanna. Imbarco per Piombino alle 17.00. Arrivo a Piombino verso le
19.15.
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In una gita di un giorno è possibile
imparare a conoscere l’isola d’Elba nel suo aspetto più tradizionale e
autentico, quello della vita mineraria. Le miniere che hanno resa famosa
nel mondo l’isola che ci è più familiare. Escursione a piedi lungo le
vie minerarie storiche, attraverso i vari cantieri d’estrazione. Al
termine dell’escursione visita del Museo Minerario.
Dati tecnici dell’escursione a piedi:
Facile percorso scoperto, lunghezza complessiva 5700 m, dislivello
totale in salita 225 m, tempo medio di percorrenza 2h 20’.
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20.
La Rocca di S. Silvestro e la Miniera del Temperino
Escursione all’insegna della geologia e
della storia. Entreremo nel territorio del Parco da un sentiero esterno,
per arrivare, come antichi abitanti, alla suggestiva rocca medievale di
S. Silvestro dove è possibile respirare ancora l’atmosfera del piccolo
borgo al momento in cui fu abbandonato. Si tratta di eccezionali scavi
archeologici di un sito medievale unico al mondo. L’itinerario
escursionistico ci permetterà di conoscere e toccare con mano le
infinite mineralizzazioni delle Colline Metallifere e la loro storia
geologica, donandoci anche l’emozione di una visita alla storica Miniera
del Temperino.
Dati tecnici dell’escursione a piedi:
lunghezza complessiva 9000m; dislivello in salita 450m ca.
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Proprio in vicinanza dell’antico borgo di
Scarlino, il nostro sentiero si svilupperà all’interno delle “Bandite di
Scarlino”, che affacciandosi sul golfo di Follonica formano un complesso
forestale di vaste dimensioni di cui fanno parte i Comuni di Castiglione
della Pescaia, Gavorrano, Scarlino e Follonica. Il percorso lungo il
crinale ci porterà ai suggestivi resti del Convento del XV sec. di monte
Muro, tra carbonaie e castagneti che lasciano intravedere lo splendido
golfo di Follonica.
Dati tecnici: ci si muove in
auto private; percorso escursionistico ad anello di media difficoltà,
lunghezza km 8, tempo di percorrenza effettivo 3h30’ Dislivello in
salita 330 m.
Si consiglia di portare con sé uno zainetto
giornaliero con almeno un litro e mezzo d'acqua a testa, oltre al
pranzo al sacco; indossare capi sportivi e scarpe da escursionismo.
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22.
La splendida Riserva Naturale del torrente Farma - (Chiusdino -
SI)
La Riserva Naturale Farma,
situata tra Monticiano e Roccastrada, comprende il tratto mediano della
bellissima e selvaggia vallata in cui scorre il torrente Farma,
principale affluente del fiume Merse. Tutta la Val di Farma, e in
particolar modo il tratto compreso nella Riserva, conserva aspetti
naturalisti unici per la provincia di Siena e tra i più interessanti
dell’intera penisola italiana.
Nella valle esistono numerose
testimonianze storiche risalenti al Medio Evo, epoca alla quale
appartengono gli edifici dei mulini ma soprattutto delle ferriere, vere
e proprie "fabbriche" per la lavorazione del ferro che sfruttavano, come
i mulini, l’energia dell’acqua. Il Farma divenne un vero e proprio "polo
industriale" per la lavorazione del ferro e la ferriera più importante,
quella che andremo a visitare, era quella chiamata di "Ruota" (oggi
"Ferriera"). Di questa è ancora visibile l’intero edificio e, poche
centinaia di metri a monte, anche lo sbarramento sul torrente per la
captazione dell’acqua.
Arrivati al suggestivo
torrente potremo rinfrescarci nelle sue limpide acque e pranzare in
tranquillità all’ombra della rigogliosa vegetazione ripariale.
Effettueremo una seconda sosta bagno ai “Canaloni” un tratto di circa
150 m di fiume caratterizzato da un meraviglioso alternarsi di cascate e
tomboli, mentre da cornice avremo tra le più antiche rocce della Toscana
(circa 350 milioni di anni).
Dati tecnici:
ci si muove in
auto private; tragitto da Ginestra Fiorentina a Scalvaia, per l’inizio
del percorso, circa 1h15’. Percorso di media difficoltà, lunghezza km
10, tempo di percorrenza effettivo 4 ore. (possibilità di portare
un’auto verso la fine del percorso per evitare l’ultimo tratto in
salita). Prima parte del percorso con poca vegetazione ombreggiante,
seconda parte, quasi completamente all’ombra.
Si consiglia di portare con
sé uno zainetto giornaliero con almeno un litro e mezzo d'acqua a
testa, oltre al pranzo al sacco; indossare capi sportivi e scarpe da
escursionismo; si consiglia inoltre di portare un paio di sandali da
mare ed un costume da bagno.
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Chi per avventura o per
diletto attraversa la Valle del Merse non può che rimanere affascinato
dalla bellezza e dal fascino primitivo che questi luoghi sanno
trasmettere, al punto che anche con poca fantasia si può facilmente
immaginare di essere ancora nel Medioevo. La splendida Abbazia di San
Galgano e l'eremo di Montesiepi sorgono proprio nella valle di questo
fiume, tra Chiusdino e Monticiano, in provincia di Siena; un
caratteristico ponticello di legno ci permetterà di superare il fiume
Merse e di arrivare a destinazione. Visiteremo questi importanti
complessi ecclesiastici ricchi di storia e leggende, dove potremo vedere
la famosa spada che, secondo la leggenda, San Galgano conficcò nella
roccia. Al ritorno visita al medioevale paese di Chiusdino, città natale
di San Galgano, dove ancora sono conservate le spoglie del Santo.
Dati tecnici
dell’escursione a piedi:
percorso semplice
con dislivelli trascurabili; tempo medio effettivo di cammino 2h30’;
lunghezza: circa 5 km.
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Tra il Puntone di Scarlino e Punta Ala, a
mezza via tra la rigogliosa macchia mediterranea ed un mare cristallino,
un’escursione con panorami mozzafiato sul Golfo di Follonica e sulle
isole meridionali dell’Arcipelago Toscano.
Approfittando del prolungamento d’estate
che il tempo ci sta offrendo, potremo festeggiare in anticipo l’Estate
di San Martino sulla spiaggia che viene unanimemente riconosciuta come
una delle più belle d’Italia. Non raggiungibile in auto, ma meta di
numerosi sentieri, essa deve il suo nome al suono “come di violino” che
si avverte calpestando la sua bella sabbia bianca. Un mare limpido e
ancora caldo potrà invogliare all’ultimo bagno di stagione lungo un
itinerario che si snoda tra boschi di Leccio e rigogliosa vegetazione
mediterranea.
Dati tecnici dell’escursione a piedi:
percorso ad anello su sentieri e strade bianche; grado di
difficoltà: medio-facile; dislivello in salita circa 300m; tempo di
percorrenza medio 3h45’.
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Nella rigogliosa vegetazione
della palude deltizia alla foce dell’Ombrone lungo un suggestivo
percorso faunistico per l’osservazione dell’avifauna e dei numerosi
mammiferi presenti nel parco. Percorrendo la fresca pineta Granducale
arriveremo alla selvaggia costa sabbiosa dove sarà possibile fare il
bagno dinanzi allo spettacolo delle isole toscane.
Dati tecnici:
percorso anulare
facile, in parte coperto da vegetazione; tempo di percorrenza medio 2h;
lunghezza ca. 5 km; dislivello nullo.
Si consiglia
di portare con sé uno zainetto giornaliero con sufficiente scorta
d'acqua oltre al pranzo al sacco; cappellino, crema solare, costume,
telo da bagno e binocolo; indossare capi sportivi e scarpe da
escursionismo.
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Nella rigogliosa Macchia del
Parco fino alla medioevale torre di Castel Marino, arroccata sul margine
dell'antica scogliera. Ai suoi piedi la pineta Granducale che copre la
vasta pianura tra il mare e la foce dell’Ombrone e sullo sfondo, a
perdita d’occhio, le bianchissime sabbie della suggestiva spiaggia.
Dati tecnici:
percorso a/r di media
difficoltà per persone mediamente allenate, in parte coperto da
vegetazione; tempo di percorrenza medio 3h (sola andata); lunghezza ca.
6km; dislivello complessivo in salita ca. 170m; Dal Centro visite di
Alberese il Bus Navetta ci condurrà all’inizio del sentiero, dove verrà
a riprenderci al termine dell’escursione a piedi.
Si consiglia
di portare con sé uno zainetto giornaliero con sufficiente scorta
d'acqua oltre al pranzo al sacco; indossare capi sportivi e scarpe da
escursionismo. torna su