Elenco delle possibili estensioni giornaliere
L’isola
proibita dell’Arcipelago Toscano, la più sconosciuta e affascinante, in
una escursione giornaliera che ci permetterà di visitarne gli angoli più
belli
Attualmente priva
di insediamenti civili ma ancora sede di carcere, Pianosa vanta un
ricchissimo patrimonio storico ed archeologico oltre ad essere Riserva
naturale a protezione integrale. L’isola si presenta con un paradossale
contrasto tra la sua insolita morfologia piatta e le sue alte scogliere
calcaree; l’originale paese progettato nei primissimi anni del Regno
d’Italia, le grandiose Catacombe paleocristiane dagli innumerevoli
misteri, i resti dell’impianto termale della lussuosa domus di Marco
Postumo Agrippa, le Diramazioni carcerarie della più antica Colonia
Penale Agricola dell’Arcipelago e gli infiniti sentieri costieri immersi
nella Macchia mediterranea, non avranno più segreti con questa
incantevole giornata. Possibilità di balneazione nella splendida Cala
Giovanna.
PROGRAMMA DI MASSIMA -
Imbarco sulla nave veloce per Pianosa (2h00’ di navigazione). La nave
costeggerà le coste nord-occidentali dell’Isola d’Elba. Escursione nella
parte carceraria dell’isola verso le coste sud-orientali, attraverso le
diramazioni carcerarie – fattorie ormai abbandonate. Pranzo al sacco che
ciascuno avrà cura di procurarsi (è possibile acquistarlo
individualmente presso la ex-mensa degli Agenti – attuale Bar Ristorante
della Coop. S. Giacomo). Visita del centro storico e delle Catacombe
(biglietto d’ingresso 2 € da pagare in loco). Possibile Bagno a Cala
Giovanna. Imbarco per l’Elba alle 17.00. NB: il programma potrà
essere modificato in funzione delle condizioni meteo o della logistica
del gruppo a discrezione delle Guida.
Dati tecnici:
escursione a piedi facile
(durata circa 2h, lunghezza complessiva 5 km) su terreni pianeggianti ma
assolati. torna su
La vulcanica isola di Capraia
è forse la più selvaggia tra quelle abitate dell’Arcipelago toscano. La
distanza dalla costa e la relativa vicinanza con la Corsica hanno
permesso lo sviluppo di una flora e di una fauna tipiche ed esclusive,
che fanno dell’isola un perfetto laboratorio naturalistico. I paesaggi
si susseguono nello spazio di poche centinaia di metri, creando la
suggestione unica dei contrasti tra l’arida steppa ad Asfodeli delle
selle spazzate dai venti salsi e le spettacolari fioriture dei ranuncoli
acquatici dello Stagnone (unico invaso naturale dell’Arcipelago
toscano).
Se gli aspetti storici di
quest’isola rivestono un grande interesse, gli aspetti naturalistici
rappresentano sicuramente la parte predominante e irrinunciabile delle
nostre esplorazioni, un filo conduttore che ci permetterà di avvicinarci
con discrezione alla magia di un’isola ancora aliena dalle speculazioni
turistiche e dalla mondanità.
Programma:
Escursione al monte Arpagna, vecchia postazione di avvistamento
militare, da cui si può ammirare la Corsica nelle giornate limpide,
pranzo al sacco; si prosegue per la punta del Trattoio, dove un piccolo
faro segnala ai naviganti la presenza dell'isola. Visita storica al
Paese di Capraia, trasferimento al traghetto, imbarco ore 18.00, arrivo
a Livorno alle ore 20.30
Dati tecnici:
escursione di
media difficoltà, 5h ca. di cammino, dislivello in salita 250m; pranzo
al sacco libero torna
su
Partenza da Capoliveri per l’emozionante visita all’unica Miniera ipogea
dell’Isola d’Elba, ancora intatta e allestita come in origine, senza
trasformazioni in senso “turistico”.
Dati tecnici:
escursione di facile in sottosuolo (quota -6m), 2h ca. di cammino,
dislivello in salita trascurabile.
torna su
Partenza da Portoferraio o Marciana Marina. Con il Nautilus potremo
godere dei meravigliosi fondali elbani in tutta comodità, seduti nello
scafo con la chiglia trasparente. Sarà possibile vedere le innumerevoli
specie di pesci che vivono intorno all’Isola e che prosperano grazie
alle misure istituite dal Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano per la
protezione del mare elbano. Nel percorso da Marciana Marina sarà
possibile vedere il relitto di una nave adagiato sul fondale roccioso.
Dati tecnici:
escursione in catamarano a motore (30m circa di lunghezza), durata 2.30’
circa. torna su
Una indimenticabile
escursione nella splendida cornice delle colline toscane ammantate del
velluto verde del grano di maggio. Da Saline a Volterra lungo il
tracciato della vecchia ferrovia a cremagliera che si arrampicava fino
alla pittoresca cittadina etrusca e medievale, dove potremo visitare
l’Acropoli ed il Teatro Romano oltre al verde parco della Rocca Vecchia,
oggi sede del Carcere. Dopo un trekking urbano sulle tracce delle
civiltà storiche che si sono avvicendate sul territorio, al ritorno le
mulattiere dell’antica viabilità poderale ci permetteranno di osservare
da un punto di vista privilegiato l’area mineraria della salina. Visita
della Città di Volterra e delle sue famose Balze di sabbia: un prodigio
della geomorfologia e della geologia.
Dati tecnici
dell’escursione a piedi: percorso facile; dislivello totale in
salita 400 m ca; lunghezza del percorso 10.000 m; tempo medio effettivo
di cammino 3h ca.; NB: il percorso anulare completo, impegnativo per la
lunghezza (18.000m, 5h30’ di percorrenza), sarà effettuato parzialmente,
per il solo tratto di andata a piedi con ritorno in auto, per poter
effettuare il trekking urbano (allo scopo, alcune delle auto saranno
portate a Volterra prima dell’inizio dell’escursione).
Si consiglia di portare con
sé uno zainetto giornaliero con sufficiente scorta d’acqua;
indossare capi sportivi e scarpe comode per camminare.
torna su
Il cuore della Macchia
mediterranea, reso ancora più caratteristico per la presenza di rocce
serpentinicole, che rendendo tossico il substrato per la maggior parte
delle piante, determinano l’esclusiva composizione delle associazioni
vegetali. Il percorso si avvale di vari itinerari didattici per
l’osservazione della Macchia in tutti i suoi aspetti e stadi vegetativi
e della geologia dell’area.
Al centro della Riserva più
“marittima” della Val di Cecina, un Bosco submontano di Cerri e piante
igrofile che ha il significato di fossile vivente arrivato a noi
dall’ultima glaciazione. Il particolare valore fitosociologico di questo
bosco si unisce alla bellezza del paesaggio circostante, punteggiato da
gore di antichi mulini ad acqua e da spettacolari cascate che sono state
dichiarate Sito d’interesse comunitario e patrimonio dell’umanità.
Dati tecnici
dell’escursione a piedi: percorso a otto su sentieri e strade
bianche; grado di difficoltà: medio-facile; lunghezza complessiva 10,50
km; dislivello in salita 380m; tempo di percorrenza medio 4h45’.
Si consiglia di portare con
sé uno zainetto giornaliero con sufficiente scorta d'acqua oltre al
pranzo al sacco; indossare capi sportivi e scarpe da escursionismo. La
Cascata dello Sterza è un sito d’importanza comunitaria in cui e’
VIETATA la balneazione.
torna su
L’antica via Romea in uno dei
suoi tratti più affascinanti, tra le dolci colline toscane e le Crete
Senesi. Un paesaggio caratteristico con tratti lungo limpidi torrenti,
colline di velluto verde e fitti boschi cedui. Camminare su questi
leggendari tracciati sarà come immergersi nella quotidianità della vita
medioevale, nella storia della gente comune che ci sorprenderà per la
sua gaiezza e attualità, in contrasto con lo stereotipo di un cupo
Medioevo di prevaricazioni feudali. Cercheremo nella terra di Boccaccio
e di Arnolfo di Cambio, la Toscana scanzonata e colta delle origini, di
cui l’odierna “toscanità” è erede.
Dati tecnici per il
trasferimento all’inizio del sentiero: ci si muove in auto private;
per evitare un tratto di strada asfaltata a piedi lasceremo alcune auto
nel borgo per riprenderle al ritorno e ci sposteremo con le altre
all’inizio del sentiero.
torna su
Già la sonorità del nome
richiama alla memoria miti e leggende di un tempo remoto, ma il loro
fascino non si ferma qui: le Cornate di Gerfalco rappresentano, con i
loro 1060 metri di quota affacciati sull’Arcipelago Toscano, un
incredibile itinerario di tipo ”dolomitico” situato nel cuore della
Toscana meridionale. Intorno alla montagna calcarea è stata creata la
Riserva naturale Cornate e Fosini, per preservare un ambiente che
raccoglie molte specie endemiche e molte antiche tracce del lavoro
dell’uomo, dai pascoli estesissimi – veri e propri alpeggi – alle
miniere d’argento e di altri preziosi minerali che resero ricche le
famiglie del minuscolo borgo di Gerfalco, oggi uno dei più sperduti di
Toscana. In un itinerario alla scoperta della storia, della geologia e
dei fossili di questa parte delle Colline Metallifere avremo modo di
camminare tra antichi e moderni oceani sotto l’ala dei Castelli di
Fosini e Gerfalco.
Dati tecnici
dell’escursione a piedi: percorso a stella mediamente impegnativo
per il dislivello, dal versante occidentale delle Cornate fin sopra la
vetta, al Castello di Fosini e alla Fonte del Canaluzzo. Dislivello
totale in salita 500 m ca; tempo medio di cammino effettivo 4h ca.
torna su
La valle di Lajatico è ricca di storia e di
curiose emergenze naturali: con questa escursione si vedranno i Mulini a
Vento di Orciatico e si visiterà la Mofeta di Lajatico, dove l'anidride
carbonica gorgoglia dal fondo del torrente creando una suggestiva
"ebollizione"; lungo il selvaggio torrente Fosce scorgeremo nel bosco i
resti di antichi mulini ad acqua. Un agile sentiero ci condurrà ad
un'altra particolare attività naturale, la fuoriuscita di gas ricchi di
acido solforico che depositano cristalli di zolfo intorno ai fori di
uscita.
Dati tecnici dell’escursione a piedi:
percorso anulare medio-facile; lunghezza del percorso 10.000 m; tempo
medio effettivo di cammino 4 h ca..
torna su
Una passeggiata tra curiosi boschi di
querce e ginepri sulle dolci colline toscane, per ammirare le infinite
sfumature che queste assumono nella stagione delle arature. In un
paesaggio bucolico bello da togliere il fiato, ripercorreremo le orme
dei nostri antenati medievali fin sulla leggendaria Rocca di Petracassia,
che ancora si erge maestosa a sentinella delle ricche Colline
Metallifere.
Dati tecnici dell’escursione a piedi:
percorso facile con fondo sconnesso e talora fangoso; lunghezza
complessiva 11500 m; dislivello totale in salita 281 m; tempo medio di
percorrenza 3h 40’.
torna su
Un paesaggio inimmaginabile e sorprendente
a due passi da Firenze, con ripide pareti verticali (le spettacolari
balze di sabbia, ancor più imponenti di quelle celeberrime di Volterra)
e calanchi ricchissimi di fossili. Una giornata all'insegna della
geomorfologia e della paleontologia per ricostruire insieme l'antica
geografia del luogo sperimentando personalmente le tecniche usate dai
geologi.
Dati tecnici dell’escursione a piedi:
percorso anulare facile; dislivello totale in salita 400 m ca; lunghezza
del percorso 8000 m; tempo medio effettivo di cammino 3h ca.. Escursione
adatta ai bambini
Si consiglia di portare con sé una piccola
piccozza e qualche sacchetto o scatolina (anche con un po’ di carta
assorbente (quella igienica è l’ideale)) adatta a raccogliere fossili;
zainetto giornaliero; indossare capi sportivi e scarpe da escursionismo.
Poiché il percorso si svolge su terreni argillosi, in caso di piogge
recenti si prevede di trovare fango: utilizzare capi che si possano
sporcare. torna su
Disperse tra le colline della
Val d’Elsa, le favolose marmitte scavate nientemeno che dal Diago - il
Diavolo in persona - fanno da cornice ad uno dei più superbi e
sconosciuti panorami della Toscana continentale. Tra boschi di Carpino e
lembi di fitta macchia mediterranea che si alternano per l’inversione
termica e le rocce ofiolitiche, si trovano i resti di antichi mulini e
ponti giunti fino a noi dal misterioso Medioevo che fu capace di creare
la vicina “Gerusalemme di Toscana” di S. Vivaldo.
Dati tecnici:
ci si muove in
auto private; tragitto da Piazza Gramsci all’inizio del percorso, circa
10’. Percorso escursionistico di media difficoltà, lunghezza km 7, tempo
di percorrenza effettivo 3 ore. Percorso in gran parte all’ombra. Viste
le piogge recenti forse ci sarà la possibilità di fare un bagno nelle
fresche marmitte del fiume.
Attrezzatura consigliata: Si
consiglia di portare con sé uno zainetto giornaliero con almeno un litro
e mezzo d'acqua a testa, oltre al pranzo al sacco; indossare capi
sportivi e scarpe da escursionismo; si consiglia inoltre di portare un
paio di sandali da mare ed un costume da bagno.
torna su
Nelle Terre Medicee del Montalbano Leonardo
trovò le sue prime ispirazioni per lo studio dell’Arte e delle Scienze.
Una terra generosa e materna di cui già i Medici avevano intuito
l’immenso valore proteggendola e preservandola nella Riserva del Barco
Reale. Oggi, cercheremo di ripercorrere quei sentieri ricchi di storia e
di natura con gli occhi del Leonardo bambino, con la curiosità per ogni
più piccola variazione del paesaggio e della vegetazione, per le rocce
d’origine marina che ne costituiscono il substrato e per tutte le
testimonianze archeologiche e storiche che impreziosiscono il
territorio. …E per calarci a pieno nell’atmosfera cinquecentesca
suggerita dai luoghi, non mancheremo di gustare i sapori autentici che
già Leonardo seppe apprezzare, godendo dell’Ospitalità dell’Agriturismo
“Il Calesse” per un Banchetto in perfetto stile
rinascimentale.
Dati tecnici dell’escursione a piedi:
percorso anulare tecnicamente facile, mediamente impegnativo per la
lunghezza; lunghezza 14 km, dislivello in
salita ca 500 m.; tempo medio effettivo di cammino 5h30’; il
tratto più impegnativo corrisponde all’ascesa da Bacchereto alla Torre
di Sant’Alluccio ed è lungo ca. 3km per un dislivello in salita pari a
340m (pendenza media 9%; tempo di percorrenza 1h15’).
Si consiglia di portare con sé uno
zainetto giornaliero con sufficiente scorta d’acqua; indossare capi
sportivi e scarpe da trekking.
Rientro alle auto previsto per le ore 18.30. Pranzo rinascimentale
presso l’Agriturismo “Il Calesse.
torna su
Un’escursione all’insegna dell’archeologia
medievale sul campo, alla ricerca delle tracce del passato di questi
territori, con rovine di borghi e castelli nascoste nella macchia,
antiche fonti preservate dalla memoria popolare, splendide pievi tra il
bosco e i campi. Ma anche una gradevole passeggiata che ci permetterà di
vedere una delle più belle e ripide cascate della Toscana collinare,
immersi in una vegetazione mediterranea folta e caratterizzata da
essenze legate al microclima della forra del Torrente Strolla. La
Riserva di Montenero spicca con le sue aspre rocce ofiolitiche come
un’isola selvaggia contro un “mare” di dolci campagne coltivate.
Dati tecnici dell’escursione a piedi:
percorso anulare di media difficoltà a causa del fondo sconnesso;
lunghezza complessiva 9300 m; dislivello totale in salita 280 m; tempo
medio di percorrenza 3h 30’.
torna su
La vulcanica isola di Capraia
è forse la più selvaggia tra quelle abitate dell’Arcipelago toscano. La
distanza dalla costa e la relativa vicinanza con la Corsica hanno
permesso lo sviluppo di una flora e di una fauna tipiche ed esclusive,
che fanno dell’isola un perfetto laboratorio naturalistico. I paesaggi
si susseguono nello spazio di poche centinaia di metri, creando la
suggestione unica dei contrasti tra l’arida steppa ad Asfodeli delle
selle spazzate dai venti salsi e le spettacolari fioriture dei ranuncoli
acquatici dello Stagnone (unico invaso naturale dell’Arcipelago
toscano).
Se gli aspetti storici di
quest’isola rivestono un grande interesse, gli aspetti naturalistici
rappresentano sicuramente la parte predominante e irrinunciabile delle
nostre esplorazioni, un filo conduttore che ci permetterà di avvicinarci
con discrezione alla magia di un’isola ancora aliena dalle speculazioni
turistiche e dalla mondanità.
Programma:
Escursione al monte Arpagna,
vecchia postazione di avvistamento militare, da cui si può ammirare la
Corsica nelle giornate limpide, pranzo al sacco; si prosegue per la
punta del Trattoio, dove un piccolo faro segnala ai naviganti la
presenza dell'isola. Visita storica al Paese di Capraia, trasferimento
al traghetto, imbarco ore 18.00, arrivo a Livorno alle ore 20.30
Dati tecnici:
escursione di
media difficoltà, 5h ca. di cammino, dislivello in salita 250m; pranzo
al sacco libero torna
su
Uno splendido
trekking di un giorno che permette di vedere i resti di mulini a vento
settecenteschi lungo un verdeggiante percorso di crinale con una
vegetazione mista di sempreverdi e latifoglie decidue. Il percorso
anulare consente di toccare vari piccoli agglomerati urbani separati da
lunghi tratti naturalistici ricchi delle testimonianze di una cultura
rurale ormai perduta. Il minuscolo abitato di Pandoiano, il piccolo
borgo di Colognole che si immerge nel verde sentiero lungo l’acquedotto
settecentesco, con i suoi ponti ed i suoi tempietti “custodi” delle
preziose sorgenti che sgorgano dalle serpentiniti.
Interesse storico
e paesaggistico.
Dati tecnici
dell’escursione a piedi:
facile percorso anulare, in parte scoperto. Lunghezza del percorso 11910
m; dislivello totale in salita: 345 m; tempo medio effettivo di cammino
4h 30’ ca.. torna
su
La bella Macchia Mediterranea
delle selvagge e poco note Colline Livornesi in questa stagione mostra
il suo lato più dolce, con le lucide bacche di Mirto e le gustose
corbezzole rosse. Lungo il percorso interessanti edifici pastorali del
'700 e tracce delle vecchie "resedi" longobarde, oltre all'eccezionale
affioramento di una Scogliera Corallina miocenica: il mare di 8 milioni
di anni fa circondava infatti queste colline che altro non sono se non
Isole Fossili. Alla confluenza tra il Torrente Chioma ed il Botro
Quarata potremo rilassarci per una piacevole pausa-pranzo prima di
riprendere il cammino all'interno della lecceta secolare che ci
riporterà all'imbocco del sentiero.
Dati tecnici dell’escursione
a piedi: percorso anulare facile in parte scoperto, in
parte nella Foresta di Leccio; dislivello totale in salita 160m ca.;
lunghezza del percorso 8250 m; tempo medio effettivo di cammino 3h 30’
ca.. torna su
Spettacolari cristalli di Gesso emergono
come pietre preziose dalla grezza argilla, rievocando, come ruderi di
un’antica civiltà, una remota storia naturale fatta di ampi bacini
salmastri che precorsero l’impostarsi del nostro mare. Nel corso
dell'escursione, che tocca zone agricole panoramiche e tratti di macchia
mediterranea e di lecceta, è possibile arrivare alla Fonte di Ricaldo,
un antico lavatoio ormai semicoperto dalla vegetazione, che
rappresentava la più importante sorgente fino al 1700 inoltrato, tanto
da meritare, per raggiungerlo, la lastricatura a selciato di una
interessante arteria dell'antica viabilità.
Dati tecnici: percorso facile
a/r, in parte coperto da vegetazione; distanza percorsa 4 km ca.,
dislivello trascurabile; tempo di percorrenza medio 1h (sola andata)
Si consiglia di portare con sé uno
zainetto giornaliero con sufficiente scorta d'acqua; indossare capi
sportivi e scarpe da escursionismo.
torna su
Questa escursione
naturalistica tra alberi di lecci e querce ci porterà a scoprire
l'ambiente e la vegetazione vicino al caratteristico paese di Castellina
Marittima dal quale si può ammirare da un lato il mare, le isole
dell'Arcipelago Toscano e la Corsica e dall'altro le innevate vette
delle Alpi Apuane.
Dati tecnici
dell’escursione a piedi:
percorso impegnativo a causa dei ripetuti cambi di pendenza; tempo medio
effettivo di cammino 4h15 ca.. Circa 12 km.
torna su
Giornata all'insegna della geologia e della
storia del territorio della Val di Cecina, con le sue miniere, le sue
saline e i suoi incantevoli panorami.
In mattinata visita storica al paese di
Montecatini da cui partiremo per la nostra escursione verso il Poggio
alla Croce, dal quale nelle giornate limpide lo sguardo può spaziare
dalle Alpi Apuane fino al sud della Toscana. Pranzo al sacco. Il
grazioso percorso ricco di anemoni e ciclamini ci condurrà alla scoperta
della tipica fauna mediterranea dei versanti assolati e tra boschi di
castagni nei versanti a nord in compagnia delle mucche al pascolo.
Visita alla Miniera di Montecatini ed al
famoso Pozzo Alfredo da cui i minerali venivano portati alla luce.
Dati tecnici dell’escursione a piedi:
percorso ad anello su sentieri e strade bianche; grado di
difficoltà: medio-facile; lunghezza complessiva 7 km ; dislivello in
salita 200m; tempo di percorrenza medio 3 h.
Si consiglia di portare con sé uno
zainetto giornaliero con sufficiente scorta d'acqua oltre al
pranzo al sacco; indossare capi sportivi e scarpe da escursionismo.
torna su
Uno degli itinerari più interessanti e
panoramici della Costa degli Etruschi. Partendo dal borgo Medioevale di
Castagneto Carducci andremo alla scoperta dei numerosi molini ad acqua
che caratterizzano il territorio, alcuni dei quali ancora in rovina,
mentre altri sono diventati ville o poderi. Il percorso e' accompagnato
da una vegetazione di macchia mediterranea, dalla gariga e dai boschi
sempreverdi a sclerofille e da latifoglie; lungo tutto l'itinerario si
possono notare numerosissime piazzole di ex carbonaie, che dimostrano
come fosse sviluppato fino ad epoche recenti lo sfruttamento delle
risorse forestali.
Dati tecnici: ci si muove in auto
private; partenza del percorso a piedi da Castagneto Carducci. Percorso
escursionistico di media difficoltà, lunghezza km 8, tempo di
percorrenza effettivo 3h30’.
torna su
L’isola proibita
dell’Arcipelago Toscano, la più sconosciuta e affascinante,
in una escursione giornaliera
che ci permetterà di visitarne gli angoli più belli
Attualmente priva di
insediamenti civili ma ancora sede di carcere, Pianosa vanta un
ricchissimo patrimonio storico ed archeologico oltre ad essere Riserva
naturale a protezione integrale. L’isola si presenta con un paradossale
contrasto tra la sua insolita morfologia piatta e le sue alte scogliere
calcaree; l’originale paese progettato nei primissimi anni del Regno
d’Italia, le grandiose Catacombe paleocristiane dagli innumerevoli
misteri, i resti dell’impianto termale della lussuosa domus di Marco
Postumo Agrippa, le Diramazioni carcerarie della più antica Colonia
Penale Agricola dell’Arcipelago e gli infiniti sentieri costieri immersi
nella Macchia mediterranea, non avranno più segreti con questa
incantevole giornata. Possibilità di balneazione nella splendida Cala
Giovanna.
Ritrovo per l’imbarco
davanti alla Stazione Marittima a Piombino alle ore 8.00. Imbarco sulla
nave veloce per Pianosa (2h15’ di navigazione). La nave costeggerà le
coste nord-occidentali dell’Isola d’Elba. Escursione nella parte
carceraria dell’isola verso le coste sud-orientali, attraverso le
diramazioni carcerarie – fattorie ormai abbandonate. Pranzo al sacco che
ciascuno avrà cura di procurarsi (è possibile acquistarlo
individualmente presso la ex-mensa degli Agenti – attuale Bar Ristorante
della Coop. S. Giacomo). Visita del centro storico e delle Catacombe
(biglietto d’ingresso 2 € da pagare in loco). Possibile Bagno a Cala
Giovanna. Imbarco per Piombino alle 17.00. Arrivo a Piombino verso le
19.15.
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In una gita di un giorno è possibile
imparare a conoscere l’isola d’Elba nel suo aspetto più tradizionale e
autentico, quello della vita mineraria. Le miniere che hanno resa famosa
nel mondo l’isola che ci è più familiare. Escursione a piedi lungo le
vie minerarie storiche, attraverso i vari cantieri d’estrazione. Al
termine dell’escursione visita del Museo Minerario.
Dati tecnici dell’escursione a piedi:
Facile percorso scoperto, lunghezza complessiva 5700 m, dislivello
totale in salita 225 m, tempo medio di percorrenza 2h 20’.
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20. La
Rocca di S. Silvestro e la Miniera del Temperino
Escursione all’insegna della geologia e
della storia. Entreremo nel territorio del Parco da un sentiero esterno,
per arrivare, come antichi abitanti, alla suggestiva rocca medievale di
S. Silvestro dove è possibile respirare ancora l’atmosfera del piccolo
borgo al momento in cui fu abbandonato. Si tratta di eccezionali scavi
archeologici di un sito medievale unico al mondo. L’itinerario
escursionistico ci permetterà di conoscere e toccare con mano le
infinite mineralizzazioni delle Colline Metallifere e la loro storia
geologica, donandoci anche l’emozione di una visita alla storica Miniera
del Temperino.
Dati tecnici dell’escursione a piedi:
lunghezza complessiva 9000m; dislivello in salita 450m ca.
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Proprio in vicinanza dell’antico borgo di
Scarlino, il nostro sentiero si svilupperà all’interno delle “Bandite di
Scarlino”, che affacciandosi sul golfo di Follonica formano un complesso
forestale di vaste dimensioni di cui fanno parte i Comuni di Castiglione
della Pescaia, Gavorrano, Scarlino e Follonica. Il percorso lungo il
crinale ci porterà ai suggestivi resti del Convento del XV sec. di monte
Muro, tra carbonaie e castagneti che lasciano intravedere lo splendido
golfo di Follonica.
Dati tecnici: ci si muove in
auto private; percorso escursionistico ad anello di media difficoltà,
lunghezza km 8, tempo di percorrenza effettivo 3h30’ Dislivello in
salita 330 m.
Si consiglia di portare con sé uno zainetto
giornaliero con almeno un litro e mezzo d'acqua a testa, oltre al
pranzo al sacco; indossare capi sportivi e scarpe da escursionismo.
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22. La
splendida Riserva Naturale del torrente Farma - (Chiusdino - SI)
La Riserva
Naturale Farma, situata tra Monticiano e Roccastrada, comprende il
tratto mediano della bellissima e selvaggia vallata in cui scorre il
torrente Farma, principale affluente del fiume Merse. Tutta la Val di
Farma, e in particolar modo il tratto compreso nella Riserva, conserva
aspetti naturalisti unici per la provincia di Siena e tra i più
interessanti dell’intera penisola italiana.
Nella valle
esistono numerose testimonianze storiche risalenti al Medio Evo, epoca
alla quale appartengono gli edifici dei mulini ma soprattutto delle
ferriere, vere e proprie "fabbriche" per la lavorazione del ferro che
sfruttavano, come i mulini, l’energia dell’acqua. Il Farma divenne un
vero e proprio "polo industriale" per la lavorazione del ferro e la
ferriera più importante, quella che andremo a visitare, era quella
chiamata di "Ruota" (oggi "Ferriera"). Di questa è ancora visibile
l’intero edificio e, poche centinaia di metri a monte, anche lo
sbarramento sul torrente per la captazione dell’acqua.
Arrivati al
suggestivo torrente potremo rinfrescarci nelle sue limpide acque e
pranzare in tranquillità all’ombra della rigogliosa vegetazione
ripariale. Effettueremo una seconda sosta bagno ai “Canaloni” un tratto
di circa 150 m di fiume caratterizzato da un meraviglioso alternarsi di
cascate e tomboli, mentre da cornice avremo tra le più antiche rocce
della Toscana (circa 350 milioni di anni).
Dati tecnici:
ci si muove in auto private;
tragitto da Ginestra Fiorentina a Scalvaia, per l’inizio del percorso,
circa 1h15’. Percorso di media difficoltà, lunghezza km 10, tempo di
percorrenza effettivo 4 ore. (possibilità di portare un’auto verso la
fine del percorso per evitare l’ultimo tratto in salita). Prima parte
del percorso con poca vegetazione ombreggiante, seconda parte, quasi
completamente all’ombra.
Si consiglia di portare con
sé uno zainetto giornaliero con almeno un litro e mezzo d'acqua a
testa, oltre al pranzo al sacco; indossare capi sportivi e scarpe da
escursionismo; si consiglia inoltre di portare un paio di sandali da
mare ed un costume da bagno.
torna su
Chi per avventura
o per diletto attraversa la Valle del Merse non può che rimanere
affascinato dalla bellezza e dal fascino primitivo che questi luoghi
sanno trasmettere, al punto che anche con poca fantasia si può
facilmente immaginare di essere ancora nel Medioevo. La splendida
Abbazia di San Galgano e l'eremo di Montesiepi sorgono proprio nella
valle di questo fiume, tra Chiusdino e Monticiano, in provincia di
Siena; un caratteristico ponticello di legno ci permetterà di superare
il fiume Merse e di arrivare a destinazione. Visiteremo questi
importanti complessi ecclesiastici ricchi di storia e leggende, dove
potremo vedere la famosa spada che, secondo la leggenda, San Galgano
conficcò nella roccia. Al ritorno visita al medioevale paese di
Chiusdino, città natale di San Galgano, dove ancora sono conservate le
spoglie del Santo.
Dati tecnici
dell’escursione a piedi:
percorso semplice
con dislivelli trascurabili; tempo medio effettivo di cammino 2h30’;
lunghezza: circa 5 km.
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Tra il Puntone di Scarlino e Punta Ala, a
mezza via tra la rigogliosa macchia mediterranea ed un mare cristallino,
un’escursione con panorami mozzafiato sul Golfo di Follonica e sulle
isole meridionali dell’Arcipelago Toscano.
Approfittando del prolungamento d’estate
che il tempo ci sta offrendo, potremo festeggiare in anticipo l’Estate
di San Martino sulla spiaggia che viene unanimemente riconosciuta come
una delle più belle d’Italia. Non raggiungibile in auto, ma meta di
numerosi sentieri, essa deve il suo nome al suono “come di violino” che
si avverte calpestando la sua bella sabbia bianca. Un mare limpido e
ancora caldo potrà invogliare all’ultimo bagno di stagione lungo un
itinerario che si snoda tra boschi di Leccio e rigogliosa vegetazione
mediterranea.
Dati tecnici dell’escursione a piedi:
percorso ad anello su sentieri e strade bianche; grado di
difficoltà: medio-facile; dislivello in salita circa 300m; tempo di
percorrenza medio 3h45’.
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Nella rigogliosa
vegetazione della palude deltizia alla foce dell’Ombrone lungo un
suggestivo percorso faunistico per l’osservazione dell’avifauna e dei
numerosi mammiferi presenti nel parco. Percorrendo la fresca pineta
Granducale arriveremo alla selvaggia costa sabbiosa dove sarà possibile
fare il bagno dinanzi allo spettacolo delle isole toscane.
Dati tecnici:
percorso anulare
facile, in parte coperto da vegetazione; tempo di percorrenza medio 2h;
lunghezza ca. 5 km; dislivello nullo.
Si consiglia
di portare con sé uno zainetto giornaliero con sufficiente scorta
d'acqua oltre al pranzo al sacco; cappellino, crema solare, costume,
telo da bagno e binocolo; indossare capi sportivi e scarpe da
escursionismo.
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Nella rigogliosa
Macchia del Parco fino alla medioevale torre di Castel Marino, arroccata
sul margine dell'antica scogliera. Ai suoi piedi la pineta Granducale
che copre la vasta pianura tra il mare e la foce dell’Ombrone e sullo
sfondo, a perdita d’occhio, le bianchissime sabbie della suggestiva
spiaggia.
Dati tecnici: percorso a/r di media
difficoltà per persone mediamente allenate, in parte coperto da
vegetazione; tempo di percorrenza medio 3h (sola andata); lunghezza ca.
6km; dislivello complessivo in salita ca. 170m; Dal Centro visite di
Alberese il Bus Navetta ci condurrà all’inizio del sentiero, dove verrà
a riprenderci al termine dell’escursione a piedi.
Si consiglia
di portare con sé uno zainetto giornaliero con sufficiente scorta
d'acqua oltre al pranzo al sacco; indossare capi sportivi e scarpe da
escursionismo. torna su